{"id":1442,"date":"2020-02-07T06:22:23","date_gmt":"2020-02-07T06:22:23","guid":{"rendered":"http:\/\/espai-marx.net\/elsarbres\/?post_type=rcno_review&#038;p=1442"},"modified":"2020-06-04T08:33:27","modified_gmt":"2020-06-04T08:33:27","slug":"le-parole-di-gramsci-per-un-lessico-dei-quaderni-del-carcere-a-cura-di-fabio-frosini-e-guido-liguori","status":"publish","type":"rcno_review","link":"https:\/\/espai-marx.net\/elsarbres\/review\/le-parole-di-gramsci-per-un-lessico-dei-quaderni-del-carcere-a-cura-di-fabio-frosini-e-guido-liguori\/","title":{"rendered":"Le parole di Gramsci : Per un lessico dei Quaderni del carcere &#8211; A cura di Fabio Frosini e Guido Liguori"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/espai-marx.net\/elsarbres\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Le_parole_di_Gramsci.pdf\">Descarga (PDF)<\/a><\/p>\n<p>\u00abLa tendenza a \u201csollecitare i testi\u201d, contro cui lo stesso Gramsci non ha mancato di mettere in guardia, contraddistingue buona parte della storia delle interpretazioni e si \u00e8 forse addirittura accentuata nel corso dell\u2019ultimo decennio. Tale tendenza ha le sue cause principali in due fattori: da una parte, il carattere \u201caperto\u201d dei Quaderni del carcere, il fatto che essi non sono stati pubblicati dal loro autore, rimanendo allo stato di appunti, nonch\u00e9 lo spirito di ricerca e dialogicit\u00e0 che li pervade; dall\u2019altra, la commistione fra teoria e politica che inevitabilmente \u2013 e a lungo proficuamente \u2013 ne ha accompagnato e ancora a volte ne accompagna la lettura e l\u2019interpretazione, ma che conduce anche a forzature, parzialit\u00e0, unilateralit\u00e0.<br \/>\nDa questa constatazione \u00e8 nata l\u2019esigenza di un lessico dei Quaderni (impresa fino ad ora mai tentata), che mirasse a fissare alcune linee-guida per la comprensione di questa peculiarissima \u201copera\u201d, a tracciare dei sentieri di lettura, che nel suo caos apparente pure esistono, a rileggere il testo con rigore filologico e con gli strumenti pi\u00f9 sofisticati a nostra disposizione,<br \/>\nper ripartire da ci\u00f2 che Gramsci ha lasciato scritto \u2013 e dal modo in cui l\u2019ha lasciato scritto \u2013 liberando la sua opera da tutta una serie di interpretazioni datate che oggi rischiano di soffocarne lo spirito e la capacit\u00e0 di essere presente nel mondo attuale; nella consapevolezza, per\u00f2, che interpretare \u00e8 non solo inevitabile, ma \u00e8 anche l\u2019unica via alla comprensione di un<br \/>\ntesto o di un evento.<br \/>\nMa l\u2019idea di un lessico dei Quaderni \u00e8 nata anche da un\u2019esigenza di diverso ordine, che proviamo qui a enunciare. Come ha sostenuto Leonardo Paggi, la scrittura di Gramsci non \u00abpersegu[e] rigorose definizioni formali\u00bb, e anzi \u00abspesso assum[e] polemicamente il linguaggio dei suoi avversari, caricandolo di significati allusivi che \u00e8 possibile precisare solo tenendo presente la trama generale di pensiero\u00bb. Tuttavia, non crediamo che questo renda impresa vana il tentativo di costruire un tale lessico, a condizione che questo lavoro venga intrapreso con la dovuta consapevolezza della specificit\u00e0 dell\u2019oggetto che ci si trova di fronte. Seguendo, infatti, passo passo la \u201cvita\u201d dei diversi concetti all\u2019opera nei Quaderni \u2013 sfruttando gli strumenti che l\u2019edizione critica messa a punto da Valentino Gerratana, e quelli che la filologia gramsciana ha prodotto in seguito, offrono per la ricostruzione diacronica della riflessione carceraria \u2013 si giunge a delineare una trama teorica che nel<br \/>\nsuo insieme fornisce una mappa plausibile e praticabile di un pensiero che altrimenti rischia di essere ridotto a pozzo senza fondo da cui trarre citazioni per sostenere tutto e il suo contrario, come non raramente \u00e8 stato fatto.<br \/>\nIl progetto che sta alla base di questo lavoro sul lessico implica dunque una forte accentuazione della dimensione temporale \u2013 del \u00abritmo del pensiero in isviluppo\u00bb, per usare le parole di Gramsci \u2013 nella ricostruzione e nella comprensione del pensiero consegnato ai Quaderni. \u00c8 evidente che una tale assunzione rende fragile, destinata a non cogliere l\u2019essenziale di un<br \/>\npensiero dialettico, qualsiasi lemmatizzazione rigida, poggiante sull\u2019idea che i termini gramsciani possano essere definiti in modo univoco una volta per tutte.<br \/>\nSi pensi d\u2019altronde all\u2019importanza che Gramsci assegna al linguaggio, convinzione derivatagli anche dalla sua formazione universitaria, che sembrava avviarlo a una brillante carriera accademica nel campo della glottologia e della linguistica, prima che gli ideali di riscatto delle \u201cclassi subalterne\u201d ne segnassero diversamente il destino. La lingua \u00e8 per lui il primo e ineludibile livello in cui \u00e8 contenuta la visione del mondo di ciascun individuo. Non solo: per Gramsci il registro metaforico di una lingua \u00e8 ineliminabile e per certi versi addirittura primario rispetto a quello letterale, perch\u00e9 \u00e8 in esso che si depositano, concretandosi, i momenti di frizione e di scarto tra passato e presente e tra presente e futuro, come quando si assumono in senso metaforico i termini appartenuti a civilt\u00e0 precedenti o, viceversa, si coniano nuove metafore per rendere accettabili e pensabili dei concetti nuovi: in entrambi i casi vi \u00e8 una tensione interna alle parole, che \u00e8 una tensione temporale, costruttiva, che occorre cogliere se si vuole aspirare a comprendere le dinamiche storiche.<br \/>\nTracciare una mappa dei percorsi compiuti dai grandi concetti nel corpo dei Quaderni ci appariva dunque premessa a un\u2019ulteriore ricerca sul lessico gramsciano. Da questi convincimenti \u00e8 nato, nell\u2019ottobre 2000, il seminario sul lessico dei Quaderni della International Gramsci Society Italia (IGS Italia). Fin dall\u2019inizio abbiamo deciso di rinunciare, sia pure a malincuore, all\u2019apporto di tanti amici e maestri che potevano essere con noi solo saltuariamente, per privilegiare il ricorso alle forze di coloro i quali erano in grado di impegnarsi, con una presenza costante, in un lavoro continuativo e organico. Come \u00e8 documentato anche dal sito web della IGS Italia (www.gramscitalia.it), i partecipanti al seminario \u2013 tra venti e quaranta persone, studiose e studiosi che raggiungevano Roma da molti luoghi d\u2019Italia, a cui via via si \u00e8 unito un numero sempre crescente di giovani, studentesse e studenti universitari, laureandi, laureati, dottorandi, attirati da un metodo di studio collettivo severo ma aperto e disponibile allo scambio di esperienze e competenze diverse \u2013 si sono riuniti con una cadenza in media trimestrale, dopo aver ricevuto e letto in anticipo la relazione da discutere, di volta in volta dedicata a un lemma diverso, individuato come rilevante nella trama del discorso gramsciano. Ogni relazione ha tentato di delineare<br \/>\nl\u2019origine del lemma in questione (con eventuali riferimenti anche agli scritti precedenti il 1926), il ruolo da esso svolto nel sistema concettuale dell\u2019autore, la sua evoluzione all\u2019interno dei Quaderni.<br \/>\nDurante ciascuna seduta, la relazione introduttiva \u00e8 stata analizzata, discussa, criticata, sia dai due discussants ogni volta designati, sia dagli altri presenti. In seguito ogni relazione \u00e8 stata riscritta dai rispettivi autori, recependo i commenti, le osservazioni, i suggerimenti che essi hanno ritenuto opportuno accogliere. Questo libro raccoglie la maggior parte delle relazioni discusse, ulteriormente rielaborate in vista della pubblicazione in volume, frutto dunque di un lavoro individuale e collettivo insieme, per ricordare il quale riportiamo pi\u00f9 avanti le date degli incontri e i nomi dei discussants, pur sottolineando il contributo davvero fondamentale di tutti i partecipanti.<br \/>\nIl libro si articola in tredici saggi, ognuno dei quali \u00e8 dedicato a un lemma o coppia di lemmi, analizzati secondo un metodo unitario: fedelt\u00e0 al testo, attenzione allo svolgimento diacronico del concetto nell\u2019ambito della storia interna dell\u2019opera, ricezione critica dello \u201cstato dell\u2019arte\u201d sull\u2019argomento. Non tutti i lemmi fondamentali dei Quaderni sono presenti: si tratta<br \/>\ndi un work in progress. Tuttavia, quanto fatto fin qui ci pare significativo e meritevole di essere sottoposto al giudizio del pubblico e al vaglio dei lettori. Con l\u2019augurio che siano molti le giovani e i giovani che, anche per questa via, troveranno il modo per incontrare un autore indubbiamente difficile, ma anche appassionante e coinvolgente come pochi.<br \/>\nGli incontri del seminario della IGS Italia sul lessico dei Quaderni hanno avuto luogo presso il Dipartimento di Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Roma Tre. Cogliamo l\u2019occasione per ringraziare in particolare i professori Giacomo Marramao<br \/>\ne Roberto Pujia, che si sono adoperati per assicurare tale ospitalit\u00e0.<br \/>\nQui di seguito l\u2019elenco degli incontri:<br \/>\n27 ottobre 2000: Struttura e datazione dei \u201cQuaderni\u201d, relatore Fabio Frosini, discussants Giuseppe Cospito e Raul Mordenti;<br \/>\n27 gennaio 2001: Dialettica, relatore Giuseppe Prestipino, discussants Giorgio Baratta e Roberto Finelli;<br \/>\n27 aprile 2001: Struttura-sovrastruttura, relatore Giuseppe Cospito, discussants Fabio Frosini e Giuseppe Prestipino;<br \/>\n6 luglio 2001: Scuola ed educazione, relatrice Rosemary Dore Soares, discussants Giorgio Baratta e Mario Alighiero Manacorda;<br \/>\n14 dicembre 2001: Rivoluzione passiva, relatore Pasquale Voza, discussants Francesco M. Biscione e Rita Medici;<br \/>\n1\u00b0 marzo 2002: Stato e societ\u00e0 civile, relatore Guido Liguori, discussants Lothar Knapp e Rita Medici;<br \/>\n19 aprile 2002: Filosofia della praxis, relatore Fabio Frosini, discussants Roberto Finelli e Alessandro Mazzone;<br \/>\n5 luglio 2002: Americanismo e fordismo, relatore Giorgio Baratta, discussants Fabio Frosini e Pasquale Voza;<br \/>\n8 novembre 2002: Brescianesimo, relatrice Marina Paladini Musitelli, discussants Fabio Frosini e Pasquale Voza;<br \/>\n17 gennaio 2003: Giacobinismo, relatrice Rita Medici, discussants Roberto Finelli ed Elisabetta Gallo;<br \/>\n21 febbraio 2003: Traducibilit\u00e0 e traduzione, relatore Derek Boothman, discussants Fabio Frosini e Costanza Orlandi;<br \/>\n4 aprile 2003: Riforma e Rinascimento, relatore Fabio Frosini, discussants Lea Durante e Lothar Knapp;<br \/>\n23 maggio 2003: Egemonia, relatore Giuseppe Cospito, discussants Guido Liguori e Giuseppe Prestipino;<br \/>\n27 giugno 2003: Nazionale-popolare, relatrice Lea Durante, discussants Giorgio Baratta e Marina Paladini Musitelli;<br \/>\n11 luglio 2003: Ideologia, relatore Guido Liguori, discussants Roberto Finelli e Pasquale Voza.<br \/>\nIn molte fasi del nostro lavoro abbiamo potuto contare sull\u2019interesse e sull\u2019incoraggiamento di due studiosi appassionati, lucidi, disponibili, straordinariamente partecipi, bench\u00e9 fossero gi\u00e0 stati maestri di molte generazioni di studiosi, quanti altri mai meritevoli per aver meditato profondamente Gramsci e avere insegnato, a noi e a tanti altri, a studiarlo e a \u201cusarlo\u201d nei<br \/>\npropri studi: Valentino Gerratana e Giuseppe Petronio. Ad essi, che non sono pi\u00f9, dedichiamo questo lavoro.\u00bb<br \/>\nFABIO FROSINI GUIDO LIGUORI (Premessa)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Descarga (PDF) \u00abLa tendenza a \u201csollecitare i testi\u201d, contro cui lo stesso Gramsci non ha mancato di mettere in guardia,<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1443,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","categories":[251,128,13,14],"tags":[201,48,187],"rcno\/autores":[1086,1087],"rcno\/series":[],"rcno\/publishers":[],"class_list":["post-1442","rcno_review","type-rcno_review","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-filosofia","category-historia","category-politica","tag-antonio-gramsci","tag-comunismo","tag-italia","rcno_autor-fabio-frosini","rcno_autor-guido-liguori"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/espai-marx.net\/elsarbres\/wp-json\/wp\/v2\/rcno\/reviews\/1442","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/espai-marx.net\/elsarbres\/wp-json\/wp\/v2\/rcno\/reviews"}],"about":[{"href":"https:\/\/espai-marx.net\/elsarbres\/wp-json\/wp\/v2\/types\/rcno_review"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/espai-marx.net\/elsarbres\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/espai-marx.net\/elsarbres\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1442"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/espai-marx.net\/elsarbres\/wp-json\/wp\/v2\/rcno\/reviews\/1442\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1445,"href":"https:\/\/espai-marx.net\/elsarbres\/wp-json\/wp\/v2\/rcno\/reviews\/1442\/revisions\/1445"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/espai-marx.net\/elsarbres\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1443"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/espai-marx.net\/elsarbres\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1442"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/espai-marx.net\/elsarbres\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1442"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/espai-marx.net\/elsarbres\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1442"},{"taxonomy":"rcno_autor","embeddable":true,"href":"https:\/\/espai-marx.net\/elsarbres\/wp-json\/wp\/v2\/rcno\/autores?post=1442"},{"taxonomy":"rcno_series","embeddable":true,"href":"https:\/\/espai-marx.net\/elsarbres\/wp-json\/wp\/v2\/rcno\/series?post=1442"},{"taxonomy":"rcno_publisher","embeddable":true,"href":"https:\/\/espai-marx.net\/elsarbres\/wp-json\/wp\/v2\/rcno\/publishers?post=1442"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}