{"id":569,"date":"2006-12-03T00:00:00","date_gmt":"2006-12-03T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/espai-marx.net\/?p=569"},"modified":"2020-02-28T09:00:21","modified_gmt":"2020-02-28T08:00:21","slug":"le-nostre-banlieus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/espai-marx.net\/?p=569","title":{"rendered":"Le nostre banlieus"},"content":{"rendered":"<p><strong>Emergenza del sociale e periferie della politica<\/strong><b><br \/>\n<strong>Il sociale sta vincendo sul politico?<\/strong><br \/>\n<strong>Un dibattito e una ricerca da approfondire e condividere<\/strong><\/b><\/p>\n<p><b>Mercoledi 15 dicembre a Roma presentazione e dibattito sull&#8217;ultimo numero di Contropiano<\/b><b><i><br \/>\n(al centro sociale Intifada, via Casalbruciato 15)<\/p>\n<p><\/i><\/b><\/p>\n<p>L&#8217;inserto dell&#8217;ultimo numero di Contropiano ha cercato di aprire un confronto ed una ricerca su quella che riteniamo essere l&#8217;emergenza del sociale a scapito del politico soprattutto nelle periferie delle grandi aree metropolitane.<br \/>\nIl dibattito apertosi in alcuni centri sociali romani dopo l&#8217;accoltellamento mortale di un giovane attivista avvenuta questa estate, l&#8217;escalation (o meglio l&#8217;endemicit\u00e0) di violenza sociale nelle periferie di Napoli, le rivolte nelle banlieus francesi,\u00a0 hanno cominciato a porre una serie di questioni importanti e sulle quali occorre riflettere e discutere pi\u00f9 in profondit\u00e0.<\/p>\n<p>Nelle aree metropolitane delle grandi citt\u00e0, si stanno diffondendo fenomeni aggregativi che supera, copre e stravolge le precedenti forme di aggregazione giovanile.<br \/>\nQuanto sta accadendo nelle banlieus in Francia, ma anche nelle periferie delle nostre aree metropolitane, ci sta&#8217; ad indicare come la \u00abcultura della strada\u00bb ed il comportamento \u00absociale\u00bb stia prevalendo, sostituendosi sempre pi\u00f9, alla forma che consideravamo pi\u00f9 vicina alla nostra comprensione, o almeno ad una sua possibile espressione \u00abpolitica\u00bb.<br \/>\nLe odierne pesanti ristrutturazioni produttive e sociali, hanno sottoposto in interi segmenti di classe una progressiva eliminazione, delocalizzazione e ridimensionamento delle loro identit\u00e0 e delle loro articolazioni socio-abitative.<br \/>\nTutto ci\u00f2 ha reso possibile che si affermassero nelle aree metropolitane settori sociali sempre pi\u00f9 impoveriti e soprattutto privi di una identit\u00e0.<br \/>\nAssistiamo dunque ad un fenomeno nel quale:.\u00bbI giovani tendono ad aggregarsi nel tradizionale istituto della banda di strada, basato sulle classi di et\u00e0, sull&#8217;evitare l&#8217;altro sesso, sull&#8217;unit\u00e0 territoriale e la solidariet\u00e0 etnica. Quando la libert\u00e0 individuale diventa lo slogan dietro cui si mobilitano le masse, vuol dire che lo scenario \u00e8 cambiato. La libert\u00e0 va valutata sulla base delle azioni, non delle ideologie\u00a0 \u00abL&#8217;espansione dei bisogni non coincide con l&#8217;incremento del reddito. Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Ovvero, la classe dominante controlla la produzione della merce ma \u00e8 impotente di fronte all&#8217;evolversi ed al moltiplicarsi dei suoi valori d&#8217;uso.<br \/>\nSegnali di un possibile risveglio li abbiamo avuti dalla funzione, fin qui svolta, da quanti hanno messo in piedi l&#8217;esperienza dei Centri Sociali. che nella possibilit\u00e0 di creare \u00abforme nuove\u00bb di lavoro e di socialit\u00e0, hanno coinvolto settori soprattutto giovanili. Ma lo sviluppo delle ultime vicende ha per\u00f2 messo in evidenza il \u00abcinismo\u00bb di una classe politica interessata pi\u00f9 al loro tornaconto personale (anche economico).<br \/>\nLa politica, come espressione di conflitto sociale collettivo e organizzato verso il sistema dominante in tutti i suoi aspetti, oggi \u00e8 stata espulsa o rimossa quasi completamente fino a trovarsi, come questa estate a Roma o a Napoli di fronte ad una prevalenza della dimensione sociale sulla politica, dove sono venute meno alcune delle \u00abclassiche\u00bb categorie per cercare di capirne la portata.<br \/>\nIn questa fase abbastanza contraddittoria, confusa e delicata pu\u00f2 accadere che: il \u00absociale vinca sul politico!\u00bb In pratica di fronte ad una assenza, o debolezza, di una indicazione politica di superamento dell&#8217;attuale forma economica e socio-produttiva (alla quale far seguire anche una possibile ipotesi ricompositiva), ci\u00f2 che prevale \u00e8 una sorta di cultura di strada.<br \/>\nOvvero quella cultura alla quale e nella quale, sono cresciuti e conformati i giovani di oggi.<br \/>\nA questo va senz&#8217;altro aggiunto l&#8217;enorme aumento della emarginazione e marginalit\u00e0 sociale; dovuta innanzitutto alla massiccia immissione di immigrazione, e relativa mano d&#8217;opera molto economica e competitiva, che da anni interessa la societ\u00e0 occidentale, soprattutto nelle grandi citt\u00e0.<br \/>\nL&#8217;attuale classe dirigente \u00e8 molto interessata allo sfruttamento selvaggio di questa mano d&#8217;opera a basso costo e pertanto riempie le periferie di questi lavoratori senza tenere conto delle contraddizioni che queste migrazioni possono produrre.<br \/>\nDa parte istituzionale e governativa, riemerge la tentazione di affrontare la contraddizione con la solita politica repressiva e diffamatoria. Chi protesta e disturba il governo \u00abamico\u00bb, viene accusato di non tener conto dell&#8217;interesse generale, di pregiudizi ideologici e di voler solo scatenare il caos e l&#8217;ingovernabilit\u00e0, riconsegnando cos\u00ec il paese al berlusconismo.<\/p>\n<p>Una conferma di tutto ci\u00f2 possiamo trovarla in Jean Baudrillard, quando ci propone:<br \/>\n\u00ab.una lettura fuori dagli schemi della nostra complessa realt\u00e0. .denuncia la follia di un universo politico-tecnologico che ci sta sfuggendo di mano,<br \/>\n&#8211; un vorticoso turbine di immagini, in cui il virtuale si sostituisce sempre pi\u00f9 spesso al reale. il potere.\u00e8 quasi autistico<br \/>\n&#8211; \u00e8 un potere fine a se stesso che si identifica solo con il proprio dominio, senza dialogo e senza relazione con il mondo esterno.<br \/>\n&#8211; \u00e8 un potere talmente ottuso che porta in s\u00e9 il principio della propria sovversione.<br \/>\n&#8211; \u00e8 talmente tronfio e pieno di s\u00e9 che ad un certo punto perde il controllo e implode.<br \/>\n&#8211; Si mette a nudo, svela la propria maschera, si autodistrugge.<br \/>\n&#8211; Si \u00e8 inceppata la dialettica tradizionale che negli ultimi cinque secoli ha animato la politica, vale a dire la dialettica tra il popolo e chi governa nelle sue diverse forme.<br \/>\n&#8211; il potere non comunica pi\u00f9.<br \/>\n&#8211; E&#8217; totalmente egocentrico e autocentrato, si autoalimenta e si autogiustifica.<br \/>\n&#8211; Rappresenta solo se stesso e si sfinisce nella propria autoproduzione.<br \/>\n&#8211; procede per espulsione, escludendo qualsiasi elemento esterno che rischia di rimetterlo in<br \/>\ndiscussione\u00bb<br \/>\n&#8211; ammette solo l&#8217;immagine virtuale che vuole dare di s\u00e9.<br \/>\n&#8211; La corruzione e la perversione diventano allora le regole simboliche del potere\u00bb<\/p>\n<p>Dunque, un obiettivo delle classi dirigenti \u00e8 proprio quello di scatenare una \u00abguerra tra poveri\u00bb per continuare cos\u00ec a perpetuare il proprio dominio a colpi di misure securitarie e di polizia che precedono e accompagnano misure economico-sociali sempre pi\u00f9 draconiane.<\/p>\n<p>Il nostro compito sarebbe quello di ostacolare questo percorso. Garanzie di riuscita in societ\u00e0 \u00abimperialiste\u00bb come la nostra non ve ne sono, ma l&#8217;importante \u00e8 provarci per trovare una lettura e una azione politico-sociale adeguata a rappresentare il conflitto sociale in questa fase.<\/p>\n<p><b>la redazione di Contropiano<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le nostre banlieus Emergenza del sociale e periferie della politica Il sociale sta vincendo sul politico? Un dibattito e una ricerca da approfondire e condividere<\/p>\n<p>  Mercoledi 15 dicembre a Roma presentazione e dibattito sull&#8217;ultimo numero di Contropiano (al centro sociale Intifada, via Casalbruciato 15)  <\/p>\n<p>L&#8217;inserto dell&#8217;ultimo numero di Contropiano ha cercato di aprire un confronto ed una ricerca su quella che riteniamo essere l&#8217;emergenza del sociale a scapito del politico soprattutto nelle periferie delle grandi aree metropolitane. Il dibattito apertosi in alcuni centri sociali romani dopo l&#8217;accoltellamento mortale di un giovane attivista avvenuta questa estate, l&#8217;escalation (o meglio l&#8217;endemicit\u00e0) di violenza sociale nelle periferie di Napoli, le rivolte nelle banlieus francesi,  hanno cominciato a porre una serie di questioni importanti e sulle quali occorre riflettere e discutere pi\u00f9 in profondit\u00e0.  Nelle aree metropolitane delle grandi citt\u00e0, si stanno diffondendo fenomeni aggregativi che supera, copre e stravolge le precedenti forme di aggregazione giovanile. Quanto sta accadendo nelle banlieus in Francia, ma anche nelle periferie delle nostre aree metropolitane, ci sta&#8217; ad indicare come la &quot;cultura della strada&quot; ed il comportamento &quot;sociale&quot; stia prevalendo, sostituendosi sempre pi\u00f9, alla forma che consideravamo pi\u00f9 vicina alla nostra comprensione, o almeno ad una sua possibile espressione &quot;politica&quot;. Le odierne pesanti ristrutturazioni produttive e sociali, hanno sottoposto in interi segmenti di classe una progressiva eliminazione, delocalizzazione e ridimensionamento delle loro identit\u00e0 e delle loro articolazioni socio-abitative. Tutto ci\u00f2 ha reso possibile che si affermassero nelle aree metropolitane settori sociali sempre pi\u00f9 impoveriti e soprattutto privi di una identit\u00e0. Assistiamo dunque ad un fenomeno nel quale:.&quot;I giovani tendono ad aggregarsi nel tradizionale istituto della banda di strada, basato sulle classi di et\u00e0, sull&#8217;evitare l&#8217;altro sesso, sull&#8217;unit\u00e0 territoriale e la solidariet\u00e0 etnica. Quando la libert\u00e0 individuale diventa lo slogan dietro cui si mobilitano le masse, vuol dire che lo scenario \u00e8 cambiato. La libert\u00e0 va valutata sulla base delle azioni, non delle ideologie  &quot;L&#8217;espansione dei bisogni non coincide con l&#8217;incremento del reddito. Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Ovvero, la classe dominante controlla la produzione della merce ma \u00e8 impotente di fronte all&#8217;evolversi ed al moltiplicarsi dei suoi valori d&#8217;uso. Segnali di un possibile risveglio li abbiamo avuti dalla funzione, fin qui svolta, da quanti hanno messo in piedi l&#8217;esperienza dei Centri Sociali. che nella possibilit\u00e0 di creare &quot;forme nuove&quot; di lavoro e di socialit\u00e0, hanno coinvolto settori soprattutto giovanili. Ma lo sviluppo delle ultime vicende ha per\u00f2 messo in evidenza il &quot;cinismo&quot; di una classe politica interessata pi\u00f9 al loro tornaconto personale (anche economico). La politica, come espressione di conflitto sociale collettivo e organizzato verso il sistema dominante in tutti i suoi aspetti, oggi \u00e8 stata espulsa o rimossa quasi completamente fino a trovarsi, come questa estate a Roma o a Napoli di fronte ad una prevalenza della dimensione sociale sulla politica, dove sono venute meno alcune delle &quot;classiche&quot; categorie per cercare di capirne la portata. In questa fase abbastanza contraddittoria, confusa e delicata pu\u00f2 accadere che: il &quot;sociale vinca sul politico!&quot; In pratica di fronte ad una assenza, o debolezza, di una indicazione politica di superamento dell&#8217;attuale forma economica e socio-produttiva (alla quale far seguire anche una possibile ipotesi ricompositiva), ci\u00f2 che prevale \u00e8 una sorta di cultura di strada. Ovvero quella cultura alla quale e nella quale, sono cresciuti e conformati i giovani di oggi. A questo va senz&#8217;altro aggiunto l&#8217;enorme aumento della emarginazione e marginalit\u00e0 sociale; dovuta innanzitutto alla massiccia immissione di immigrazione, e relativa mano d&#8217;opera molto economica e competitiva, che da anni interessa la societ\u00e0 occidentale, soprattutto nelle grandi citt\u00e0. L&#8217;attuale classe dirigente \u00e8 molto interessata allo sfruttamento selvaggio di questa mano d&#8217;opera a basso costo e pertanto riempie le periferie di questi lavoratori senza tenere conto delle contraddizioni che queste migrazioni possono produrre. Da parte istituzionale e governativa, riemerge la tentazione di affrontare la contraddizione con la solita politica repressiva e diffamatoria. Chi protesta e disturba il governo &quot;amico&quot;, viene accusato di non tener conto dell&#8217;interesse generale, di pregiudizi ideologici e di voler solo scatenare il caos e l&#8217;ingovernabilit\u00e0, riconsegnando cos\u00ec il paese al berlusconismo.  Una conferma di tutto ci\u00f2 possiamo trovarla in Jean Baudrillard, quando ci propone: &quot;.una lettura fuori dagli schemi della nostra complessa realt\u00e0. .denuncia la follia di un universo politico-tecnologico che ci sta sfuggendo di mano, &#8211; un vorticoso turbine di immagini, in cui il virtuale si sostituisce sempre pi\u00f9 spesso al reale. il potere.\u00e8 quasi autistico &#8211; \u00e8 un potere fine a se stesso che si identifica solo con il proprio dominio, senza dialogo e senza relazione con il mondo esterno. &#8211; \u00e8 un potere talmente ottuso che porta in s\u00e9 il principio della propria sovversione. &#8211; \u00e8 talmente tronfio e pieno di s\u00e9 che ad un certo punto perde il controllo e implode. &#8211; Si mette a nudo, svela la propria maschera, si autodistrugge. &#8211; Si \u00e8 inceppata la dialettica tradizionale che negli ultimi cinque secoli ha animato la politica, vale a dire la dialettica tra il popolo e chi governa nelle sue diverse forme. &#8211; il potere non comunica pi\u00f9. &#8211; E&#8217; totalmente egocentrico e autocentrato, si autoalimenta e si autogiustifica. &#8211; Rappresenta solo se stesso e si sfinisce nella propria autoproduzione.  &#8211; procede per espulsione, escludendo qualsiasi elemento esterno che rischia di rimetterlo in     discussione&quot; &#8211; ammette solo l&#8217;immagine virtuale che vuole dare di s\u00e9. &#8211; La corruzione e la perversione diventano allora le regole simboliche del potere&quot;  Dunque, un obiettivo delle classi dirigenti \u00e8 proprio quello di scatenare una &quot;guerra tra poveri&quot; per continuare cos\u00ec a perpetuare il proprio dominio a colpi di misure securitarie e di polizia che precedono e accompagnano misure economico-sociali sempre pi\u00f9 draconiane.  Il nostro compito sarebbe quello di ostacolare questo percorso. Garanzie di riuscita in societ\u00e0 &quot;imperialiste&quot; come la nostra non ve ne sono, ma l&#8217;importante \u00e8 provarci per trovare una lettura e una azione politico-sociale adeguata a rappresentare il conflitto sociale in questa fase.  la redazione di Contropiano<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45],"tags":[],"class_list":["post-569","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-proletariado-demos-multidud"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/espai-marx.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/569","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/espai-marx.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/espai-marx.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/espai-marx.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/espai-marx.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=569"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/espai-marx.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/569\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/espai-marx.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=569"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/espai-marx.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=569"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/espai-marx.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=569"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}