Storie di oligarchi – Luciano Canfora

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L’oligarca -dice Teofastro- è uno che esce di casa a mezzogiorno, coi capelli né troppo lunghi né troppo corti, con le unghie ben curate, e di Omero si ricorda e declama un solo verso: «Male è il governo di molti, uno sia il capo!».
Sembra una innocua macchietta. Ma nel secolo precedente, quando Atene era ancora una grande potenza, questi odiatori del popolo diedero vita, in due riprese, al sanguinoso tentativo di instaurare il loro regime. Tucidide, che per nascita e simpatie intellettuali era uno di loro, fu spettatore della presa del potere e della sconfitta dei suoi amici. Quanto invece, caduta Atene sotto il dominio spartano i «Trenta tiranni» ritolsero il potere al popolo, Tucidide sembra scomparire nella guerra civile, mentre affiora un altro oligarca e storico, che fu continuatore é curatore dell’opera tucididea: Senofonte.
L’intreccio delle loro vite illumina il singolare intreccio della loro opera. Esse si incontrano in un libro, che serba e forse anche svela l’arcano del loro incontro.

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